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SagomaCoverBlog09
Tasto DOWNFree
27/10/2016, 09:20

#cannonball #dinoromano #lagita



CANNONBALL--Trophy-2016-//--"LA-GITA"-//-la-corsa-più-pazza-del-mondo-//
CANNONBALL--Trophy-2016-//--"LA-GITA"-//-la-corsa-più-pazza-del-mondo-//
CANNONBALL--Trophy-2016-//--"LA-GITA"-//-la-corsa-più-pazza-del-mondo-//
CANNONBALL--Trophy-2016-//--"LA-GITA"-//-la-corsa-più-pazza-del-mondo-//
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CANNONBALL--Trophy-2016-//--"LA-GITA"-//-la-corsa-più-pazza-del-mondo-//
CANNONBALL--Trophy-2016-//--"LA-GITA"-//-la-corsa-più-pazza-del-mondo-//
CANNONBALL--Trophy-2016-//--"LA-GITA"-//-la-corsa-più-pazza-del-mondo-//


 foto: DUERUOTE



Tutti stanno parlando della Cannonball. Ma cos’è? Vorremmo domandarlo a tutti quelli che ne stanno scrivendo...


La "gita" (come ama chiamarla l’ideatore) figlia del vulcanico Dino Romano (Motodalcuore), è un’idea tenuta in caldo da tempo, ma che solo quest’anno ha trovato forma. Tutti ne parlano perché è stato un progetto vincente, una scommessa vinta e, si sa, che da queste parti si sale subito sul carro dei vincitori (onore e  merito a Dino per il gran lavoro fatto), ma.....chi ne sta scrivendo c’è stato? Sa di cosa parla ? Credeteci, no. Tranne in un unico caso:  girava con l’adesivo di una nota rivista di settore sulla sua Royal Enfield, quindi era piuttosto riconoscibile...!


Noi invece c’eravamo, e vi raccontiamo quello che abbiamo visto: una corsa per pionieri. Tutti a chiedersi "e ora cosa succederà ?".  Curiosità, adrenalina, voglia di vedere con quale sorpresa ci avrebbe stupito Dino fin dal ritrovo, all’alba, per la partenza in un posto sperduto.

Ricevere le tappe, vedere i piloti costruirsi il proprio road-book per terra, al freddo, con la torcia in testa o su qualche iPad, ha fatto subito trasparire lo spirito con cui si è corso: c’è chi l’ha interpretata come una goliardata, una scusa per stare insieme in moto percorrendo percorsi bellissimi, chi invece l’ha vissuta col coltello tra i denti... Fin dall’inizio i più smaliziati si sono inquadrati con qualche scatto, perchè "faceva figo esserci".

Ma fidatevi: dietro, attorno, di sostanza ce n’è stata tanta ed ha messo in secondo piano ogni eventuale problema, disavventura o voglia di protagonismo.
C’è stata una Cannonball vera, verace, da motociclisti autentici.


Quelli con la torcia in testa a sistemare la moto a 1500 metri sul Gran Sasso. 
Quelli del "anche se ultimo, io arrivo", tipo tale Jeff che ha sbagliato strada e si è presentato la mattina dopo, ma pronto a rimettersi in moto da subito. Eroico.
Quelli con la cafe racer pesantissima, vecchissima, ma troppo bella per lasciarla a casa, con le carene TEXACO replica (foto).
Quelli del "magari casco, ma devo finirla", come Schizzo di EEM, che ha fatto i primi 500 km senza il freno davanti, e sarebbe stato impensabile non proseguire...
Quelli del "forse resto senza benza ma vuoi mettere il divertimento ?", tipo Micheal di Officine08 e la sua bellissima e improponibile Suzuki col doppio serbatoio.
La Cannonball dove Rino/Cafè Recycle pennella curve con una Harley con cui non andrei nemmeno al bar.
La Cannonball del ragazzo che arriva senza boccola del forcellone all’autogrill, rischiando l’osso del collo ma con un sorriso a 32 denti.
La Cannonball di "San" Simone Ruote Rugginose che si sacrifica a raccogliere moto rotte e a fare assistenza e fa subito comitiva con gli altri ragazzi che viaggiano in furgone ed auto. Lo ricordiamo e lo ringraziamo, perchè senza la volontà e la disponibilità di personaggi come lui la Cannonball non sarebbe esistita.
La Cannonball di Rosaria, spalla insostituibile di Dino, pronta con i suoi caffè e the caldi dopo una giornata che, definire ’sfiancante’ sarebbe riduttivo.
La Cannonball di Filippo che non partecipa ma disegna con Dino un percorso nella sua terra da togliere il fiato, con l’arrivo del primo giorno a Campo Imperatore, lui cucina arrosticini per tutti come fossimo tutti suoi ospiti. Lo amiamo, da sempre.
La Cannonball dei ragazzi di Motorè, che hanno scarrozzato una moto di Dino sul pick-up, su e giù per l’Italia, senza far capire a nessuno il ’perché’. Nessuno lo sa ma loro son troppo simpatici, quindi applauso anche per loro.
La Cannonball di quelli che dopo una notte di pioggia in tenda ti svegliano con le Harley scorreggianti e davvero vorresti ucciderli, poi però sorridi perché gli harleisti sono tutti guasconi e va bene così.
La Cannonball del ritrovarsi in piscina l’ultimo giorno a chiacchierare solo di moto, sempre di moto, assolutamente di moto.
La Cannonball di chi c’è stato, e ne parla perché l’ha vissuta.
La Cannonball di chi ne parla perché ne deve parlare per ’farsi bello’, di chi non c’era e non sa neanche di cosa sta parlando. C’è stato chi è arrivato prima, chi è arrivato dopo, chi ha "vinto" e chi no. Ma in un evento del genere la classifica lascia il tempo che trova, quindi nemmeno ve la raccontiamo..
La Cannonball di chi ha partecipato, ha corso, l’ha tirata su, e ha aiutato gli altri a finire il percorso.
La Cannonball di chi c’è stato e ringrazia Dino per averla inventata, di chi gli ha dato una mano e non viene neanche mai ringraziato.


Lo facciamo noi: grazie ragazzi, grazie Dino, ci vediamo tra 2 anni. 



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