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03/11/2017, 17:20

#bmwmotorrad #krautmotors #e-lisabad #c-evolution #e-bike



E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-
E-LISABAD--//--Rolf-Reick--//--KRAUTMOTORS--//--modifies-BMW-Motorrad’s--C-evolution-


 (ita-eng)



E-LisaBad la visionaria !
L’abbiamo vista con i nostri occhi al Glemseck101 e stentavamo a crederci: non c’era nulla che ci ricordasse qualcosa di familiare e ci abbiamo messo una buona mezz’ora prima di arrivare ad esprimere un’opinione.

Personalmente l’ho osservata un pò isolandomi per non dover tirare conclusioni affrettate specie davanti a Rolf Reick di Krautmotors; un commento non ragionato o un parere troppo affrettato avrebbero potuto rovinare tutto..  Si perchè per la E-LisaBad teoricamente basterebbero due parole per descriverla: Scooter ed Elettrico... ma sarebbe troppo riduttivo e abbiamo tutti dei preconcetti, per questo occorre necessariamente parlare di questa motoretta più nel dettaglio !

La E-LisaBad deriva direttamente da un BMW C Evolution, scooter elelttrico ultra avveniristico frutto della migliore ingegneria tedesca che Reick non ha toccato nell’elettronica ma interessandosi solo dell’assetto con l’eliminazione degli ammortizzatori per rendere più bassa e rigida l’intera struttura della moto, un nuovo manubrio e una nuova sella per poi passare all’aspetto estetico con la rimozione della carenatura e la sostituzione con una semicarena originalissima che conferisce un stile futuristico un pò Mad Max come piace a noi!

Dal punto di vista estetico nulla ricorda il C evolution di partenza e l’insieme stupisce davvero, al tempo stesso incuriosisce.. per esempio ho impiegato venti buoni minuti per capire che la presa d’aria posta al centro dello scudo servisse per raffreddare il gruppo elettrico ed il pacco di batterie visto che non vi è alcun motore termico da raffreddare ! Per l’analisi delle prestazioni e per immaginare come possa essere guidata una moto di questo tipo è necessario rimuovere i neuroni dediti alla cilindrata, ai carburatori, ai pistoni e quant’altro ricordi un motore a combustione e ...immaginare!

Chi infatti non ha mai provato un mezzo elettrico non potrà immaginare che tipo di accelerazione si può ottenere da questi motori, senza affrontare un discorso tecnico sul flusso di corrente che passa ai magneti permanenti generando un campo elettromagnetico immerso nello statore trifase, si può semplicemente dire che la coppia erogata da un motore elettrico rende disponibili tutti i kW all’istante a differenza di un motore termico che ha invece una curva di erogazione in funzione del numero di giri; l’erogazione quindi può essere molto importante perché viene controllata a livello elettronico con lo scopo di gestire in maniera umana tutta quella potenza in un istante. Il risultato è un’accelerazione da sprint race invidiabile e divertentissima, il tutto nel più assoluto silenzio!

L’abbiamo vista all’opera difendendosi benissimo allo sprint race Starr Wars sul circuito di Solitude contro bicilindriche da 140 cv, sulla linea di partenza la vecchia scuola guardava questo "strano mezzo" con sufficienza ed immaginiamo che anche Rolf venendo da Krautmotors abbia avuto qualche perplessità nel non poter sgasare come accettazione della sfida ...ma è durato evidentemente un attimo perché giù la bandiera a scacchi la E-LisaBad è scomparsa in un istante trasformandosi in un puntino lontano 1/8 di miglio! Sicuramente se fosse stato possibile noi di Super Special avremmo fatto più di un giro su questa moto futuristica e visionaria convinti che tra qualche anno entrando in un concessionario la domanda sarà:

"La vuole Elettrica o vecchio modello Termico?"

Disponibili un pò di foto dettagliate ricevute da Bmw Motorrad.

eng__

E-LisaBad the visionary!
We saw it with our eyes at Glemseck101 and we kept believing: there was nothing that reminded us of something familiar and we put a good half an hour before we came to express an opinion.

I personally watched it a bit by isolating myself  so not having to hasten hasty conclusions especially in front of Rolf Reick of Krautmotors; An unargumented comment or a too hasty opinion could have ruined everything. Because E-LisaBad would theoretically have enough words to describe it: Scooter and Electric ... but it would be too reductive and we’ve all the preconceptions, so it’s necessary to speak of this engine in more detail!

The E-LisaBad comes directly from a BMW C Evolution, the ultra-futuristic electric scooter of the best German engineering that Reick didn’t touch in electronics, but only concerned with the elimination of shock absorbers to make the whole lower and rigid motorbike structure, a new handlebar and a new saddle then move on to the aesthetic appearance by removing the fairing and replacing it with a very original half fairing that gives a futuristic style a bit Mad Max as you like us!

From the aesthetic point of view, nothing remembers the base C evolution and the whole really amazes, at the same time it is curious. For example, I took twenty good minutes to understand that the snorkel in the center of the shield was used to cool the group electrical and battery packs because there is not thermal motor to cool down! For performance analysis and to imagine how a motorcycle of this type can be driven, it’s necessary to remove the neurons dedicated to the engine displacement, the carburettors, the pistons and whatever else you remember a combustion engine and ... imagine!

Those who have never tried an electric vehicle can’t imagine what kind of acceleration can be obtained from these motors, without addressing a technical talk about the current flow to the permanent magnets by generating an electromagnetic field immersed in the three-phase stator, you can simply say that the torque delivered by an electric motor makes available all the kWs instantly unlike a thermal engine which has a delivery curve according to the number of revolutions; the dispensing can therefore be very important because it’s electronically controlled with the purpose of manually managing all that power in an instant. The result is an enviable and fun-filled sprint race, all in the absolute silence!

We saw the work well in defense at the Starr Wars 
sprint race on the Solitude racetrack against 140 horses twin bikes, on the starting line the old school looked at this "strange bike" with enough and we imagine that even Rolf coming from Krautmotors had some perplexity in not being able to grip as acceptance of the challenge ... but it was obviously a while since down the checkered flag E-LisaBad missing in an instant turning into a little dot away 1/8 mile! Surely if it was possible we at Super Special would have made more than one turn on this futuristic and visionary bike convinced that in a few years entering a bikes dealer the question will be:

"Do you want Electric or Old Thermal Model?"

There are a few detailed photos available from Bmw Motorrad.

#SS

28/10/2017, 18:00

#odeallavita #motodalcuore #dinoromano #dragster



IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//
IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//
IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//
IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//
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IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//
IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//
IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//
IL-DRAGSTER-DEI-SOGNI-//-ODE-ALLA-VITA-//-DINO-ROMANO-MOTODALCUORE-//


 Dragster of dreams // Ode alla Vita // Dino Romano Motodalcuore



Quando nel ’90 nacque la ’Drags and Racing’, Dino Romano non poteva sapere che i sogni nati insieme all’amico di sempre si sarebbero di colpo infranti; fu cosi’ che quando perse Gianalberto i sogni finirono in un bel cassetto... sino a marzo 2017, momento in cui qualcosa dice a Dino che era quello il momento di rispolverarli e farli rivivere, con una nuova avventura motoristica: Ode alla Vita.

Oggi Dainese Store Roma ha ospitato la presentazione di questo incredibile Dragster battezzato con il nome di una poesia, quella di Martha Medeiros e proprio oggi, giorno in cui il progetto di Dino viene svelato pubblicamente, sembra arrivare una ventata di novita’ nel mondo del noto preparatore toscano che proprio non sembra esser stanco di avventure..

Super Special ha avuto la fortuna di poter vedere la motocicletta in super anteprima, a inizio settembre in Germania durante il Glemseck101 e, mentre con Dino scattavamo alcune foto, ci rendevamo conto di quanto sia stato speciale per lui il ’gusto’ (come dice Valentino) di questo progetto nato proprio intorno a quello che da sempre è il suo chiodo fisso: #Motodalcuore.

Ode alla vita è stata realizzata con una base Harley Davidson Dyna del 1995 - 1340cc con cambio pneumatico e frizione idraulica totalmente open, trasmissione da tre pollici e impianto frenante di derivazione Brembo, oltre che un enorme pneumatico posteriore da dragster largo 16 cm !
Il telaio, originale e modificato (come tutto del resto) è stato allungato di 10 pollici e abbassato di 4. La carena, donata dall’amico Christian [Plan B] è stata interamente dipinta a pennello da Niccolò,  figlio di Dino, che l’ha trasformata in un vero quadro su ruote.
Questo progetto segna oltre che un filo conduttore con il passato anche un punto di partenza per il futuro. Fondamentale per Dino è trasmettere un messaggio: fare quello che abbiamo nel cuore. Così il 2018 è un cantiere di idee e nuovi progetti da realizzare, tra cui una Scuola di Meccanica per giovani proprio presso il garage Motodalcuore a Grosseto. Ode alla vita invece vi aspetta sugli ottavi di miglio del Sultans of Sprint, il campionato di sprint race più folle d’europa che nella prossima stagione si articolerà in quattro round tra italia, francia, belgio e germania.

Non è finita qui: questo concentrato di potenza e passione dal motore poderoso guarda oltre oceano ad un record sul lago salato più famoso del pianeta, la Speed Week in agosto 2018, e per chi fosse interessato c’è la possibilità di sponsorizzare il progetto sin da ora.
Speriamo di vedere sfrecciare Ode alla vita sul lago di Bonneville !

eng__

When in ’90 Drags and Racing was born, Dino Romano could not know that dreams born with friend of always would be broken; so that when he lost Gianalberto dreams ended up in a nice drawer ... until March 2017, when something was telling Dino that it was time for them to rescue them and revive them, with a new motorcycle adventure: Ode alla Vita.

Today, the Dainese Store Rome hosted the presentation of this incredible Dragster baptized with the name of a poem, that of Martha Medeiros and just today, the day when the Dino project is publicly revealed, it seems to get a whirl of news in the world of the well-known a tuscan customizer who just does not seem to be tired of adventures ..

Super Special was lucky enough to see the super-preview motorcycle at the beginning of September in Germany during Glemseck101 and while we shot some photos with Dino, we realized how special the taste was for him (as Valentino says ) of this project born around the one that has always been his fixed nail: #Motodalcuore

Ode alla vita was built with a 1995 Harley Davidson Dyna base - 1340cc with pneumatic change and  hydraulic clutch fully open
, three-inch transmission and braking system from Brembo, 
as well as a huge 16 cm wide dragster rear tire!

The original and modified chassis (like anything else) has been stretched 10 inches and lowered by 4. The fairing, donated from friend Christian [Plan B], was entirely painted by Niccolò, son of Dino, who has transformed into a true frame on wheels.
This project marks beyond that a leading thread with the past is also a starting point for the future. Fundamental to Dino is to send a message: do what we have in the heart. So 2018 is a site of ideas and new projects to be realized, including a School of Mechanics for young people at the Motodalcuore garage in Grosseto. Instead of waiting for you on the 1/8 mile of the Sultans of Sprint, the most crazy European championship sprint race that in the next season will be divided into four rounds between Italy, France, Belgium and Germany.

It’s not over here: this power and passion centered by the powerful engine looks beyond the ocean to a record on the most famous salt lake in the world, the Speed ​​Week in August 2018, and for those who are interested there is a chance to sponsor the project from now.
We hope to see swing at full speed Ode alla vita on Bonneville Salt Flats!

#SS

26/10/2017, 17:08

#wrenchmonkees #revmonkee #revit #kawasaki



WRENCHMONKEES-//-Kawasaki-ZX-1000-H2-//-RevMonkee-for-REV’IT
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When it came out, the Kawasaki H2 was scared.
The most suitable definition for that bike was "a monster": a technology concentrate, atypical cycling solutions for a Japanese supersport (tube frame, single-swing swingarm) and above all a monstrous supercharged engine with a volumetric compressor making it closer to a missile heart-heart than to a motorcycle.

The line was really futuristic: a speck of futuristic "head of insect" with references to Japanese Manga. in short, certainly not a motorcycle that went unnoticed.
But can you do more? It looks like it. Or at least must have been the Rev’it, a famous brand in the field of motorcycle clothing when he entrusted Wrenchmonkees with an H2, asking him to create a perfectly functional show bike that would carry the transalpine brand.

And here’s the ZX 1000 H2 / RevMonkee.
All the bike except the engine has been modified. Removed the mono swingarm replaced by a tube-shaped bib that slides and balances the side view, modified frame, new frames, new aluminum reservoir covered by a more tapered shell tank. To get the look that was clearly inspired by the SBK ’80s - 90s, they started off with a ZX-7R hull, which was immediately recognizable by the front air intake, which, through an aluminum duct, supplies fresh air from the engine.

The final effect is a cross between a dragster and an SBK rest-mod, the style that is so fashionable especially in the US and Japan.
Framing everything, racing details, a good full LED lighting, and a matte gray paint with all the sponsors who participated in the realization.
A real bomb.

Here are the technical specifications:

Ita___

Quando uscì, la Kawasaki H2 mise paura.
La definizione più adatta per quella moto fu "mostro": un concentrato di tecnologia, soluzioni ciclistiche atipiche per una supersportiva giapponese (telaio in tubi, forcellone monobraccio) e soprattutto un mostruoso motore sovralimentato con compressore volumetrico che la rendeva più vicina a un missile terra-terra che ad una moto.

La linea era davvero futuristica: una specia di "testa di insetto" con richiami ai Manga giapponesi. insomma, di certo non una moto che passasse inosservata.
Ma si può fare di più? Pare proprio di si. O perlomeno deve esserne stata sicura Rev’it, brand famoso nel campo dell’abbigliamento motociclistico quando ha affidato a Wrenchmonkees proprio una H2 chiedendogli di realizzare una show-bike perfettamente funzionale eche veicolasse il brand transalpino. 

Ecco nascere la ZX 1000 H2 / RevMonkee.
Tutta la moto tranne il motore è stato modificato. Rimosso il forcellone mono sostituito da un bibraccio in tubi che slancia ed equilibra la vista laterale, telaio modificato, nuovi telaietti, nuovo serbatoio in alluminio coperto da mono scocca serbatoio-codino maggiormente affusolato. Per ottenere il look dichiaratamente ispirato alle SBK anni ’80-90 sono partiti da una carena ZX-7R, immediatamente riconoscibile per via della caratteristica presa d’aria anteriore, che qui attraverso un condotto in alluminio rifornisce d’aria fresca il motore. 

L’effetto finale è un incrocio tra un dragster e una SBK resto-mod, lo stile che tanto è di moda soprattutto in Usa e in Giappone.
A incorniciare il tutto ci sono particolari Racing, una discreta illuminazione Full Led e una verniciatura grigia opaca con  gli sponsor che hanno partecipato ben visibili.
Una bomba vera.

Di seguito le specifiche tecniche:

Kawasaki ZX 1000 H2 / RevMonkee

Spec sheet.
Standard H2 engine.
SC-PROJECT CR-T exhaust silencer. Standard exhaust headers.
SPRINTFILTER airfilter.
ANTIGRAVITY 12 Cell battery. Quick disconnect cables.
Modified standard H2 frame.
WM aluminum subframe, with two-piece built-in aluminum
fuel tank.
GIA Engineering tubular aluminum swingarm.
Standard front fork, uprated and lowered 15 mm by HYPERPRO Suspension. Full adjustable.
HYPERPRO Suspension rear shock. Full adjustable.
WM rear shock brackets.
DYMAG CH3 Magnesium wheels, front 3.50x17, rear 6.00x17.front 3.50x17.
DUNLOP GP Sportmax racing slicks, front 12070x17, rear 200/55.
BERINGER 330mm front brake discs and calipers. BERINGER rear brake caliper.
BERINGER front / rear brakemaster and clutch master. Steelbraided hoses.
RK 525 ZXW racing chain. TALON rear sprocket.
WM top yoke ( tripple tree ).
WM footpegs, standard rearsets.
WM fiberglass monocoque, WM modified

#SS


13439

shot: Sabine Falk    glemseck101  2016

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